I sistemi motivazionali: una chiave per comprendere i nostri comportamenti relazionali
Nel mio studio incontro spesso persone con difficoltà relazionali. Per questo presento qui uno dei modelli più usati in psicoterapia per riconoscere gli schemi relazionali, espliciti e impliciti, che guidano il nostro modo di stare con gli altri: i Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI), teorizzati dallo psichiatra e psicoterapeuta Giovanni Liotti.
Che cosa sono i sistemi motivazionali?
Per Liotti sono modalità di risposta e schemi di comportamento legati ai bisogni evolutivi di sopravvivenza e di connessione con gli altri: meccanismi innati che orientano obiettivi sociali e di adattamento. I principali sono quattro.
- Attaccamento: la ricerca di protezione e vicinanza da persone di cui ci fidiamo. Si attiva nei momenti di vulnerabilità o paura; è cruciale nell'infanzia ma resta attivo per tutta la vita.
- Accudimento: complementare all'attaccamento, è il desiderio di prendersi cura e proteggere chi è in difficoltà.
- Competizione e rango: entra in gioco quando cerchiamo di affermare la nostra posizione in un gruppo, guadagnare rispetto o competere per delle risorse. È legato a riconoscimento e autostima, ma può generare rivalità.
- Cooperazione: si attiva nel lavoro di gruppo e nella collaborazione verso un obiettivo comune, ed è essenziale per la socialità umana.
Come nascono gli schemi interpersonali
I sistemi motivazionali influenzano i modelli prevedibili con cui ci relazioniamo, spesso automatici, che con il tempo possono formare un "copione" che si ripete. Per esempio, un sistema di attaccamento molto sensibile può dare origine a uno schema di dipendenza affettiva, con ricerca costante di conferme; un sistema competitivo molto forte può portare a competitività o dominanza anche dove non serve.
Gli schemi non sono in sé né buoni né cattivi: diventano problematici quando sono rigidi e ci impediscono di adattarci alle situazioni o di costruire relazioni autentiche.
Perché è utile in terapia
Riconoscere i propri automatismi permette di scegliere risposte più flessibili. Chi tende ad attaccarsi troppo può capire che dietro c'è un bisogno di sicurezza non soddisfatto e cercare modi più sani per rispondervi; riconoscere uno schema competitivo può aiutare a ridurre la rivalità e a favorire la cooperazione.
Conclusioni
Il modello di Liotti è una chiave di lettura utile per esplorare il proprio modo di relazionarsi. Se desideri farlo con un professionista, ricevo a Padova e online: contattami. Vedi anche l'area problemi relazionali.
Vuoi approfondire questo tema? Leggi la pagina Crescita Personale e Benessere Psicologico a Padova.
